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Global Health Telemedicine ETS (GHT) e l'ASL Salerno hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per sostenere lo sviluppo dei servizi di telemedicina nei centri di teleconsulto multispecialistici dell'Africa subsahariana. L'intesa nasce dalla condivisione di valori comuni quali la tutela della salute, la cooperazione internazionale e l'innovazione digitale, con l'obiettivo di migliorare l'accesso a competenze specialistiche nei contesti sanitari a risorse limitate.

Fondata nel 2013 dall'esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant'Egidio, la GHT offre gratuitamente servizi di teleconsulto multispecialistico in modalità second opinion, grazie a una rete di medici specialisti italiani ed europei che prestano la propria attività su base volontaria. Attualmente la piattaforma GHT supporta 31 centri sanitari distribuiti in 12 Paesi dell'Africa subsahariana e consente di richiedere consulenze in numerose discipline mediche, contribuendo concretamente al miglioramento della qualità delle cure.

In base all'accordo, GHT metterà gratuitamente a disposizione dell'ASL Salerno la propria piattaforma di teleconsulto, mentre l'Azienda Sanitaria promuoverà la partecipazione dei propri professionisti sanitari come medici refertanti volontari, offrendo consulenze specialistiche ai colleghi dei centri africani aderenti alla rete. GHT garantirà inoltre la formazione necessaria per l'utilizzo della piattaforma e il supporto operativo ai nuovi specialisti coinvolti.

L'accordo valorizza anche l'importante esperienza maturata dall'ASL Salerno nello sviluppo della sanità digitale e della telemedicina territoriale, riconosciuta a livello nazionale, mettendola al servizio di un progetto di cooperazione internazionale ad alto impatto sociale. La collaborazione, interamente gratuita e senza fini di lucro, rappresenta un esempio concreto di come la telemedicina possa abbattere le distanze geografiche, favorire lo scambio di competenze tra professionisti e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure, rafforzando i sistemi sanitari dei Paesi a risorse limitate.

di Giuseppe Toscano

Correva da giovane quando con la maglia della nazionale del Burundi vinse la medaglia d’oro nei cinquemila metri, alle Olimpiadi di Atlanta, e continua a correre anche adesso sempre per il suo Paese. Ma se nel 1996 il suo obiettivo era vincere le gare cui partecipava, oggi il cinquantatreenne Vénuste Niyongabo vuole fare vincere la vita.
Il suo sguardo è costantemente rivolto alla condizione sanitaria di Vugizo (nel territorio di Makamba), il paese da cui ha avuto i natali. In quell’angolo di mondo la mortalità infantile è elevata. I dati sono implacabili. Da brividi. Un bambino su venti muore entro il primo anno di vita, mentre la malnutrizione colpisce gravemente i bimbi sotto i 6 anni, con tassi elevati di rachitismo. La situazione è talmente grave da scuotere le coscienze. Il grido d’aiuto è forte. Pur vivendo in Italia da trentatré anni, da campione Olimpico Vénuste ha scelto di non girarsi dall’altra parte. Il legame con il suo mondo, il richiamo della sua gente lo ha spinto a mettersi ancora una volta in gioco. Stavolta però sulle piste della vita reale. L’incontro con Global Health Telemedicine gli ha schiuso gli orizzonti, lasciandogli intravedere la possibilità di realizzare un grande progetto.
<<Il nostro cammino – spiega – è fatto di incontri. Alcuni di questi, anche se casuali, ti cambiano la vita, ti arricchiscono dentro, ti trasmettono sensazioni importanti. Ti fanno capire che puoi renderti utile mettendoti al servizio di chi ha bisogno. L’incontro con Ght è stato tutto questo per me. Ho conosciuto questa splendida realtà grazie a un amico rotariano di Cassino, Emilio Mignanelli, che aveva contribuito allo sviluppo di un progetto portato avanti in Africa dal caro amico Michelangelo Bartolo.

L’iniziativa metteva a disposizione una rete di specialisti italiani per curare a distanza pazienti africani. Una modalità altamente tecnica ma ricolma di umanità in quanto permette a chi ne ha bisogno di ricevere cure, recuperare la dignità e, perfino, diventare operatore sanitario>>.
La telemedicina strumento per restituire futuro a tanti “dimenticati” è quindi diventata il fulcro per dare cuore e gambe all’idea di Vénuste per il riscatto del “suo” angolo di Burundi.
<<Quando il sogno cominciato nel momento in cui ho incontrato Ght ha iniziato a prendere forma, ho strutturato un piano di azione il più razionale possibile. Il suo nucleo centrale è basato sullo sviluppo di un percorso formativo per operatori sanitari locali, a cui vanno trasmesse nozioni e competenze nel campo dell’assistenza materno-infantile, assistenza sanitaria di base, oftalmologia, riabilitazione, medicina interna - prevenzione delle malattie non trasmissibili, con particolare attenzione a diabete e all'ipertensione. Si basa anche sulla partecipazione a progetti di ricerca in collaborazione con l'Università del Burundi, nel campo dell'applicazione di nuove tecnologie per migliorare la salute dei gruppi vulnerabili, in particolare madri e bambini e persone con malattie croniche.
Far nascere una solida collaborazione con Global Health Telemedicine, e quindi poter usufruire dei servizi offerti attraverso la piattaforma di teleconsulto, ideata e pensata per i Paesi privi di adeguata assistenza sanitaria, a mio giudizio rappresenterà la chiave di volta>>.
Nodo nevralgico dell’attività dovrà essere sempre più il Centro sanitario diocesano di Makamba, una piccola realtà che, se messa nelle condizioni di poter operare senza affanni, sarà in grado di erogare servizi di assistenza sanitaria a tantissima gente. Il quadro di partenza non è incoraggiante, ma Vénuste si sta impegnando perché la situazione possa migliorare rapidamente.
<<Il centro deve fare i conti con problemi ed emergenze di varia natura. Gli strumenti sono inadeguati: c’è un solo ecografo funzionante, gli sterilizzatori sono obsoleti, l’occorrente per la rianimazione incompleto. A livello di forniture mediche ci sono enormi difficoltà, tanto che frequenti sono le carenze di scorte e la mancanza di farmaci essenziali. I locali sono vecchi e richiedono un monitoraggio sanitario rigoroso attualmente non garantito. Infine la gestione ancora manuale delle cartelle cliniche, con sovraccarico di lavoro per il personale lascia emergere un’organizzazione strutturale del tutto inadeguata>>.
L’impegno del campione olimpico del mezzofondo ha pian piano trovato sostegno e spinta da un gruppo di amici che lo hanno aiutato a far nascere la Fondazione Vénuste Niyongabo (https://www.peace-sport.org/project/venuste-foundation), organizzazione non governativa di diritto burundese, approvata nel 2022. Obiettivo principale della stessa è la promozione di un’istruzione di qualità, la buona salute per tutti e lo sviluppo umano integrale, con particolare attenzione alle persone vulnerabili.
<<La regione di Makamba, situata nel sud del Burundi a circa quattro ore dalla capitale economica Bujumbura, affronta una situazione sanitaria critica. L'area soffre di carenza di risorse, malnutrizione infantile e tassi di mortalità elevati, richiedendo supporto per le strutture di accoglienza e maternità.
Makamba è una zona rurale nel sud del paese. Il Burundi è tra i paesi più poveri al mondo, con oltre il 70% della popolazione che vive con meno di 2 dollari al giorno. Cambiare un quadro del genere è praticamente impossibile ma qualcosa si può e si deve fare.
Chi ama la sua terra come me ha l’obbligo morale di non voltarsi dall’altra parte. Sarò anche un visionario ma voglio lasciare un segno. Voglio dedicare il mio tempo a dare speranza a chi la speranza rischia di perderla ogni istante della sua vita>>.

L’evento sportivo che ha visto la nascita del primo triangolare di calcio tra la Nazionale Attori Calcio, gli ex giocatori professionisti e la GHT non è stato soltanto una competizione sportiva, ma un vero e proprio momento di condivisione, valori e umanità. Una prima volta capace di lasciare un segno profondo, dentro e fuori dal campo, culminata con la vittoria della GHT, ma soprattutto con un successo collettivo fatto di emozioni, partecipazione e spirito autentico.

Sul rettangolo di gioco del Salaria Sport Village si sono incontrate storie diverse, unite da una stessa passione: il calcio come linguaggio universale. Gli applausi del pubblico, il fair play e i sorrisi tra avversari hanno trasformato le partite in un racconto di amicizia e rispetto, dimostrando come lo sport possa ancora essere uno strumento potente di unione.

La serata con la Cena di Gala ha poi completato il senso profondo dell’evento, regalando momenti di grande intensità emotiva. Tra musica, testimonianze e racconti di vita, giocatori, attori e ospiti hanno condiviso un’esperienza che ha saputo andare oltre l’intrattenimento. Particolarmente toccanti sono state le parole di Michelangelo Bartolo e Gianpiero Guerrieri, fondatori della GHT, che hanno raccontato il loro impegno concreto verso i Paesi dell’Africa e non solo, fatto di sacrifici, dedizione e speranza. Le loro testimonianze hanno restituito il senso vero della missione della GHT: trasformare la solidarietà in azioni reali costruendo ponti digitali di servizi sanitari gratuiti verso le popolazioni bisognose.

Spazio anche alla cultura e al cinema, grazie all’intervento di Alessandro Di Gregorio, autore di documentari e cortometraggi premiati con il David di Donatello, che ha condiviso il valore del racconto come strumento di consapevolezza e cambiamento.

A guidare la serata con eleganza e grande professionalità è stata la splendida Sofia Bruscoli, volto noto del mondo dello spettacolo e madrina della serata di beneficenza per la GHT, capace di unire grazia, empatia e attenzione verso i temi sociali al centro dell’iniziativa.

La musica ha fatto da collante emotivo all’intera serata: l’improvvisazione intensa e raffinata del grande Agostino Penna ha incantato il pubblico, regalando interpretazioni cantate con il cuore, mentre l’energia e la musica coinvolgente di Stefano Coco hanno acceso l’atmosfera, trasformando l’incontro in una vera festa condivisa.

Tra gli attori d’eccezione presenti spiccano nomi che hanno fatto la storia del cinema e della televisione italiana: Ninetto Davoli, Giuseppe Zeno, Enrico Lo Verso, Giorgio Pasotti, Vittorio Magazzu, Luca Varone, insieme al pluricampione del mondo Stefano Pantano e a tanti altri protagonisti che hanno dato valore e prestigio all’iniziativa. Un gruppo affiatato, capitanato dal Direttore Generale Livio Lozzi e dal Presidente Domenico Fortunato, che hanno saputo guidare l’evento con visione e passione.

Un ringraziamento speciale va a Christian della Chessari Agency Management, organizzatore dell’intero evento, per la professionalità, la sensibilità e l’impegno che hanno reso possibile una giornata e una serata destinate a restare nella memoria di tutti i partecipanti.

Questo evento non è stato solo sport, spettacolo o beneficenza: è stato un incontro di anime, storie e valori, una prima edizione che ha già il sapore di una tradizione destinata a crescere.

 

 

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GLOBAL HEALTH TELEMEDICINE è una onlus che nasce dall'esperienza del programma Dream della Comunità di Sant'Egidio per la cura dell' HIV. Offre un servizio di teleconsulto medico, open source, gratuito, multidisciplinare che si avvale di un pool di specialisti italiani che prestano gratuitamente la loro consulenza. CONDIVIDI

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